Un magazzino.
Un ragazzo con una banconota da 50€: la mostra alla telecamera.
Fruga nelle tasche, prende l’accendino e dà fuoco alla banconota.
Zoom sul viso del ragazzo: follia e freddezza si fondono nel suo sguardo.
La banconota brucia, tutta. Il ragazzo si volge alla telecamera.
“Vi chiedete cos’ho fatto?! No, questo è impossibile, l’avete visto, ho bruciato dei soldi. Vi chiederete allora perchè l’ho fatto: sono pazzo, sono insensato, quei soldi non erano nemmeno miei.
Immagino la vostra indignazione, anzi sento il vostro sguardo accusatore fisso su di me e non me ne libero, per quanto mi sforzi, non riesco a liberarmi dal vostro cieco giudizio.
Si impone una riflessione: se voi ora siete indignati davanti a questo gesto, è perchè io ve l’ho mostrato. Se nessuno ve l’avesse mostrato, voi non ne sareste mai venuti a conoscenza. Questo è ciò che accade tutti i giorni. Ci tengono disinformati affinchè non possiamo indignarci. Perchè se noi sapessimo quello che realmente accade nel nostro Paese, in Europa o nel Mondo, state certi che la smetteremmo di discutere di stronzate.
Il giorno in cui l’informazione sarà libera e non dovrà più rispondere di fronte ad esecutivi, partiti e lobby varie, quel giorno il cittadino potrà indignarsi; e dall’indignazione scaturirà la rabbia che lo porterà alla ribellione.
Ma è nel chiaro interesse delle istituzioni corrotte alle quali facciamo riferimento tenerci nell’ombra proiettata dalla dolce e cullante luce catodica.
Fino a quel giorno: apri gli occhi, apri gli occhi, apri gli occhi, apri gli occhi, apri gli occhi, apri gli occhi…”

